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La terza edizione del Circuito Jazz vanta un bilancio che è un incoraggiamento in cifre.
In 28 giorni di musica, nell’ambito dei 7 festival si sono esibiti su 23 palchi 566 artisti, 113 dei quali stranieri, per un totale di 80 concerti (51 gratuiti) e 14 eventi collaterali.
Un “movimento” che ha richiamato l’attenzione di 75mila spettatori e di 180 tra giornalisti, operatori e fotografi accreditati.
Con i suoi oltre 230.000 spettatori contati in tre anni di attività, il Circuito Jazz Festival della Provincia di Napoli si è dunque aggiudicato un posto d’onore tra gli appuntamenti dell’estate in Campania e si proietta sempre più concretamente sul proscenio nazionale.
Riconosciuta come una realtà positiva dagli addetti ai lavori e dagli appassionati, l’esperienza del Circuito valorizza i tanti talenti campani ed è stata capace di creare una vera e propria rete di sette festival uniti da un progetto comune, che si biforca in due direzioni.
Da una parte, infatti, il Circuito Jazz Festival è un invito a scoprire questa musica definita “colta”, che peraltro incontra sempre più il favore di giovani e giovanissimi. Dall’altra, rappresenta un passepartout per i paesaggi, le bellezze, i tesori e le prelibatezze di un territorio ricco di opportunità e di luoghi ben noti al grande pubblico, ma anche di potenzialità tuttora inesplorate.
A chiudere questo percorso che da giugno a settembre ha attraversato sette comuni della nostra provincia, è stata il 5 ottobre l’Orchestra Napoletana di Jazz diretta da Mario Raja, ensemble che raccoglie alcuni dei migliori talenti della scena jazzistica nostrana. Un progetto artistico di respiro internazionale, nato proprio in seno al Circuito Jazz.
Per questa serata speciale, la ONJ ha avuto come ospiti Raiz e Meg, due voci della Napoli contemporanea che praticano ultimamente sempre più spesso l’incontro col jazz, grazie alla voglia di sperimentare del direttore dell’Orchestra, Mario Raja. Una contaminazione che ha avuto come sfondo una la location del tutto inedita: il concerto finale si è tenuto infatti nella Villa Ammaturo di Giugliano, uno dei più importanti beni confiscati alla criminalità organizzata negli ultimi anni, gestita dal Consorzio S.O.L.E. della Direzione Legalità e Sicurezza della Provincia di Napoli. Un palcoscenico dal fortissimo valore simbolico, capace di mettere insieme la sensibilità musicale con quella civile.
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